La Chiesa Parrocchiale di Santa Maria della Consolazione
Nel 1556, su ordine del maresciallo Brissac, le truppe francesi distrussero la chiesa originaria e il castello dei conti Radicati. Brissac, che l’anno precedente aveva già occupato le Langhe e Casale Monferrato, avrebbe presto conquistato anche Ivrea. La chiesa fu ricostruita alla fine del XVII secolo.
L’edificio è rivolto a nord-ovest, davvero una particolarità che contrasta con la tradizione cristiana di orientare le chiese verso est per ragioni simboliche. Questa scelta fu dettata certamente da esigenze topografiche e urbanistiche: sorgendo sul crinale della collina e poggiando sulle fondamenta di un edificio precedente, la struttura dovette adattarsi all’asse del rilievo e all’accesso dal borgo, rinunciando così all’orientamento astronomico.
Sulla facciata, che si presenta come un rifacimento ottocentesco sovrapposto alla struttura barocca preesistente; sono ben visibili le sei paraste che ne scandiscono il prospetto. Il campanile, a base quadrata, fu aggiunto solo nel 1770; per tale ragione, un occhio esperto può notare una sovrapposizione di stili e una certa sproporzione architettonica. Per un borgo come Cocconato, la mole dell’edificio è insolitamente imponente, quasi da cattedrale, voluta per ribadire l’importanza del paese dopo la distruzione del castello.
L’interno della chiesa parrocchiale di Santa Maria della Consolazione si sviluppa in un’unica navata su cui si affacciano otto cappelle laterali. Gli affreschi furono realizzati nel 1867 da Carlo Antonio Martini, pittore nativo della vicina Robella e specializzato in decorazioni sacre. L’edificio custodisce inoltre numerose opere di pregio, tra cui spiccano i lavori di Giovanni Francesco Sacchetti, attivo tra il XVII e il XVIII secolo, e di Vitalino Grassi.
È possibile camminare attorno a parte della struttura seguendo, sulla destra, il piccolo parco silenzioso. Sempre sulla destra, scendono verso il borgo due scalinate che collegano la chiesa al cuore del centro storico.
La prima scalinata vicino all’ingresso della chiesa, offre uno splendido scorcio del borgo. Si scende sino in via Roma, da qui si può andare alla chiesa di Santa Caterina oppure alla biblioteca Eugenio Rocca o al municipio di Cocconato.
La seconda scalinata invece parte dal fondo del giardino, si percorre uno degli angoli più accolti e suggestivi del borgo fino a salita G. Pomo. A sinistra ci si collega a Via Radicati per tornare verso il centro del borgo.



